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 Le penne degli uccelli

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Accipiter gentilis
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Città: Bellegra
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Inserito il - 20 maggio 2009 : 09:09:02  Mostra Profilo  Apri la Finestra di Tassonomia
Cari amici, in questo post colgo l'occasione per presentarmi a tutti voi e mostrarvi come sono:

Sono Accipiter gentilis, qualcuno preferisce chiamarmi Astore, io lo trovo "volgare", mi spiego meglio:
Noi animali e, quando dico noi parlo anche di voi uomini, siamo classificati in delle categorie, la più importante delle quali può essere considerata la specie, per descrivere la quale in tutto il mondo si usa lo steso nome, o meglio, il "binomio" nel mio caso Accipiter gentilis, nel vostro Homo sapiens...quindi se parlerete di Accipiter gentilis anche fuori dall'Italia capiranno a cosa vi riferite, parlando di Astore non sarà ugualmente facile.
Tornando a me, sono un uccello rapace schivo ma quel "gentilis" nel nome scientifico riassume il mio essere, vi inserisco un mio ritratto per presentarmi in tutto il mio splendore

Le penne degli uccelli


In questa prima chiacchierata vorrei parlarvi delle penne di noi uccelli, che sono uno strumento molto importante che ci permette di non sentire freddo e soprattutto ci garantisce di volare....senza inquinare come i vostri aerei.

Struttura e tipi di penne

Il numero delle penne possedute da un uccello varia molto, alcuni scienziati hanno avuto la pazienza di contare tutte le penne di un uccello. Nel caso del Passero comune gli uccelli in inverno avevano 3546-3615 penne, in luglio 3183-3197. In estate dunque erano disponibili meno penne di quelle indossate in autunno.
Uccelli di grande mole hanno ovviamente più penne del passero, nel Cigno minore (Cygnus bewickii) ne sono state contate più di 26.000.
Esempio di leggerezza, le c.ca 3600 penne del passero hanno un peso di 1,9 g; costituiscono il 6,6% del peso corporeo di un uccello di 29 g..
Una penna è morfologicamente distinta in diverse parti (Fig. 1):
La base è costituita da uno stelo cavo detto calamo (da cui calamaio). La cavità del calamo presenta verso il basso un’apertura detta ombelico inferiore, mentre verso l’alto comunica con un fusto solido detto rachide, attraverso un ombelico superiore. Calamo e rachide costituiscono lo scapo della penna. La penna è asimmetrica: si distinguono un vessillo esterno più stretto e resistente ed un vessillo interno più largo e morbido.

Figura 1. : http://www.ebnitalia.it/qB/QB009/penne.htm
Le penne degli uccelli


Sia le penne remiganti, situate al fondo delle ali che quelle timoniere, inserite nella zona caudale, che le restanti penne copritrici sono costituite secondo lo stesso principio. Le consideriamo tutte insieme come penne di contorno.
La coesione del vessillo è resa possibile dalla complessa e precisa struttura delle barbe, che sono i filamenti principali. Infatti, come la rachide è occupata su entrambi i lati dalle barbe, ogni barba mostra su entrambi i lati una fila di piccole diramazioni chiamate barbule (Fig. 2.)

Figura 2. :http://www.oiseau.info/les.plumes.html
Le penne degli uccelli



A seconda della loro struttura le barbule possono essere di due tipi: le barbule ad arco e le barbule ad uncino. Le barbule ad arco sono rivolte verso la base della penna, mentre le barbule ad uncino sono rivolte verso l’apice. In questo modo tra barbe adiacenti c’è sempre un contatto tra un campo di barbule ad arco ed uno simile di barbule ad uncino e i due tipi di barbule si agganciano perfettamente. Se questo sistema (simile al velcro) si “sgancia” non succede nulla di irreparabile, basta accarezzare le penne e viene ripristinata la struttura originale.
Nelle piume il vessillo è costituito da singole barbe disgiunte, questo accade anche alla base (iporachide) del vessillo delle penne di contorno. Le penne del Piumino hanno un piccolo calamo e la rachide è gracile o assente. Le barbe sono separate e possiedono ramificazioni laterali filamentose: l’insieme è molto leggero e lanuginoso. Le penne che si sviluppano per prime comprendono il piumino del pulcino. Questo differisce da quello dell’adulto ma svolge la medesima funzione di trattenere aria calda aderente al corpo. Il piumino dell’adulto di alcune specie si disgrega e da origine ad una polvere bianca che cosparge tutto il piumaggio. Il piumaggio di rapaci diurni e notturni è particolarmente fornito di questo piumino, non è raro per un rapace notturno urtare contro un vetro e lasciare una sua impronta, una cosa simile si osserva anche nei Columbidi. In casi eccezionali si è evoluto un piumino polveroso a crescita continua, gli Aironi utilizzano questa polvere (le cosiddette penne “da cipria”) simile al talco come aiuto per rimuovere dal piumaggio il muco dei pesci e come toletta per il piumaggio stesso.
Le semipiume hanno la rachide ben sviluppata, ma non un vessillo tenace, giacché sono di aspetto interamente piumoso.
In ultimo abbiamo le Vibrisse composte di calamo e di fusto sotto forma di setole rigide presso la radice del becco di moltissime specie di uccelli.



E' un errore supporre che il corpo degli uccelli sia completamente ed uniformemente ricoperto di penne. In quasi tutti gli uccelli (Struzzi e Pinguini costituiscono un'eccezione) esistono regioni con una fitta copertura di penne e altre che ne sono prive (Fig.3).


Figura 3. :http://www.storiadellafauna.it/scaffale/testi/alto/Penne.htm
Le penne degli uccelli



Le Remiganti sono penne robuste, lunghe e resistenti impiantate sulla mano e sull'avambraccio, variano molto di numero da sedici sino a quaranta Le remiganti si dividono in Primarie, Secondarie e Terziarie; le prime sono le più esterne inserite sulla mano e sulle dita (indice, medio); sono le più resistenti e in numero di nove a dieci. Solamente lo Struzzo ne ha sedici.

Le remiganti secondarie sono flessibili, deboli ed inserite sull'avambraccio. Le terziarie o secondarie interne s’attaccano all'omero e non esistono in tutti gli uccelli: talora si confondono con le Scapolari. Nell’allodola le remiganti terziarie, si mostrano molto lunghe. In generale tutte le remiganti servono per la classificazione degli uccelli.

Le Copritrici sono le penne destinate a ricoprire la faccia superiore ed inferiore dell’ala e si dividono in grandi, medie e piccole copritrici.
Le grandi copritrici ricoprono la base delle remiganti; le medie sono quelle che coprono parte delle grandi copritrici; le piccole formano diverse serie di penne destinate a coprire le copritrici medie e la porzione più anteriore dell'ala. Le penne della faccia inferiore dell'ala si chiamano Copritrici inferiori. Penne scapolari sono quelle che nascono sull'omero e sono destinate a ricoprire l'ala quando è chiusa.
Specchio è una serie di penne sopra e sotto l'ala colorite in modo diverso dalle altre (Anatre)(Fig. 4).

Figura 4. :http://www.anatidi.it/angra/pagine/doc/ala_anatra.jpg
Le penne degli uccelli


Figura 5. :http://images.encarta.msn.com/xrefmedia/iencmed/targets/illus/ilt/T816484A.gif
Le penne degli uccelli


Nella coda poi troviamo due specie di penne: le Copritrici e le Timoniere.
Le Copritrici della coda, come quelle delle ali, servono a coprire e rinforzare la base della coda. Si dividono anch'esse in superiori e inferiori: possono anche chiamarsi rispettivamente sopraccoda e sottocoda.
Alle volte le copritrici della coda si sviluppano moltissimo come si osserva nel Pavone (Pavo cristatus).
Timoniere sono chiamate le penne lunghe della coda per lo più rigide, robuste, col vessillo esterno più stretto dell'interno ad eccezione delle due penne mediane nelle quali spesso i due vessilli sono eguali.

Le remiganti e le timoniere sono quelle che danno rispettivamente la forma alle ali e alla coda, così abbiamo per le ali la forma larga, stretta, appuntita, rotondata, pinniforme, convessa, concava, breve, se l'ala giunge ai lati del groppone, mediocre se arriva alla base della coda, lunga se sorpassa detta base, lunghissima se oltrepassa la coda. Riguardo alla coda abbiamo la forma rudimentale, larga, stretta, eguale, o troncata, forcuta, biforcuta, rotondata, quadrata, graduata, cuneata, compressa, naviculare, smarginata ecc.

Le timoniere come le remiganti sono considerate nella classificazione degli uccelli.


BIBLIOGRAFIA:

-H.H. Bergmann, 1994. Biologia degli uccelli. Edagricole. 31-38.
-R. Brown, J. Ferguson, M. Lawrence, D. Lees, 1989. Tracce e segni degli uccelli d’Europa. Franco Muzzio Editore. 95-107.

WEBGRAFIA:


-http://www.anatidi.it/angra/pagine/doc/ala_anatra.jpg
-http://images.encarta.msn.com/xrefmedia/iencmed/targets/illus/ilt/T816484A.gif
-http://www.storiadellafauna.it/scaffale/testi/alto/Penne.htm
-http://www.oiseau.info/les.plumes.html
-http://www.ebnitalia.it/qB/QB009/penne.htm

thebest
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Inserito il - 20 maggio 2009 : 10:16:25  Mostra Profilo  Apri la Finestra di Tassonomia
molto interessante Giuliano.....tanti complimenti all'astore....ops scusa all'Accipiter gentilis
ciao

andrea

Modificato da - thebest in data 20 maggio 2009 10:16:51
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Accipiter gentilis
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Inserito il - 22 maggio 2009 : 20:19:05  Mostra Profilo  Apri la Finestra di Tassonomia
Mi hanno detto che il mio autoritratto non si vede per cui provo a ripostarlo, e chiedo a chi può di sistemare la discussione:

Le penne degli uccelli

Modificato da - Accipiter gentilis in data 22 maggio 2009 20:19:24
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thebest
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Inserito il - 29 maggio 2009 : 19:48:14  Mostra Profilo  Apri la Finestra di Tassonomia
si,ineffetti non si vedeva e non si vede tutt'ora...prova a guardare il nome delle immagini...non deve contenere parentesi e apici...
ciao

andrea
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